Torino, 6 luglio 2006

 

COMUNICATO STAMPA
Una sede romana a peso d’oro
La Lega denuncia: "Spese folli per la nuova sede della Regione Piemonte a Roma"

 

"Cinquanta milioni di vecchie lire al mese: è quanto spende la giunta Bresso per affittare la nuova sede di rappresentanza della Regione Piemonte a Roma, in via delle Quattro Fontane, che verrà inaugurata in pompa magna il prossimo 13 luglio. Una spesa folle, assolutamente ingiustificata, che dimostra ancora una volta come la presidente Bresso predichi bene e razzoli molto male": è la denuncia che arriva dal gruppo regionale della Lega Nord che, delibere alla mano, ha presentato oggi un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per chiedere alla giunta "quali dei compiti previsti dalla sede romana giustifichino le spese di uffici situati in posizione centralissima, a due passi dal Palazzo istituzionale della Presidenza della Repubblica e di via Nazionale".

"I costi – denunciano Oreste Rossi, Claudio Dutto, Stefano Monteggia e Gianfranco Novero – sono più che quadruplicati rispetto alla precedente sede: oggi la Regione Piemonte sborserà 316.800 euro all’anno per il solo canone di affitto, contro i 75 mila della vecchia sede. A questi soldi bisogna aggiungere tutte le altre voci di spesa, come le spese condominiali, la pulizia, la ristrutturazione, il riscaldamento, i nuovi arredi, oltre che il personale distaccato. Ci pare che i compiti e le funzioni dell’ufficio di Roma della Regione Piemonte non giustifichino in alcun modo, tenuto conto del sempre più diffuso utilizzo di internet e dell’esistenza di banche dati informatizzate, la necessità di una sede romana della Regione Piemonte, se non per ragioni di mera rappresentanza".

"Viene così smentita – polemizzano i consiglieri della Lega Nord - la politica di taglio alle spese inutili annunciata in campagna elettorale dalla presidente Bresso. O meglio, ciò che si evince è che a fare i sacrifici saranno solo i cittadini piemontesi. Altro ci saremmo attesi da un governo di centro sinistra, anche a fronte degli appelli del premier Romano Prodi e del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa che infondono un certo allarmismo per quanto riguarda i conti pubblici, tanto da indurre, a pochi mesi dal voto, a una manovra bis".

Nell’interrogazione, i consiglieri della Lega Nord chiedono poi anche alla giunta "quanto personale è attualmente in carico alla sede romana (compresi i contratti a progetto e le consulenze) e se è intenzione della giunta distaccarne altro".