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Torino, 22 marzo 2006
COMUNICATO STAMPA
"La delibera con cui la giunta regionale riforma la legge sul commercio in Piemonte non prevede nuovi blocchi alla grande distribuzione e autorizza, di fatto, l’apertura di nuovi centri commerciali. La Lega Nord voterà contro il provvedimento, sia in Commissione che in aula, perché produrrà effetti devastanti sul piccolo commercio": lo annunciano i consiglieri regionali della Lega Nord Oreste Rossi, Stefano Allasia, Claudio Dutto e Stefano Monteggia, in riferimento alla proposta di deliberazione della giunta regionale in discussione oggi in VII Commissione.
"L’unica novità che la giunta propone – rilevano i consiglieri del Carroccio – prevede che i nuovi centri commerciali debbano compensare il territorio con la realizzazione, ad esempio, di opere di pubblica utilità. L’idea è condivisibile, ma non scoraggia certo le grandi catene che dispongono di ingenti mezzi finanziari. L’unica soluzione al proliferare della grande distribuzione era, come aveva chiesto la Lega Nord con una proposta di legge, la proroga di almeno un anno del blocco delle autorizzazioni, blocco che scadrà invece il prossimo 31 marzo. La giunta ha respinto la nostra proposta: la proroga ad oggi non c’è e, così rimanendo le cose, a partire dal 1° aprile prevediamo che arriveranno in massa decine e decine di nuove richieste, a tutto svantaggio del piccolo commercio. Per questo la Lega avverserà il provvedimento".
"Questa giunta ha così deluso – rilevano i consiglieri - le legittime aspettative di centinaia e centinaia di piccole imprese e artigiani, che speravano in un blocco delle autorizzazioni. Teniamo inoltre presente che i possibili effetti positivi della sospensione introdotti lo scorso luglio furono vanificati dall’anticipazione alla stampa dei contenuti del provvedimento, che produsse la presentazione di un numero elevatissimo di domande, tutte regolari. In questo modo si uccide il commercio al dettaglio e si uccidono le nostre città: ogni luce che si spegne in un centro storico significa dare in mano alla microcriminalità interi quartieri. Infine, se nei nuovi centri commerciali si creano nuovi posti di lavoro, se ne perdono molti di più con la chiusura degli esercizi tradizionali" .